equaMente - Altre Idee in Commercio

 


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venerdì, 06 maggio 2005
 

altre idee ... Maggio 2005
in questo numero:
 
un progetto: Tribal Textiles - Zambia
cos'è: Gruppo di Acquisto Solidale
un libro: Io sono un nuba di R.S. Kizito
una ricetta: Deguè - Senegal
per non mangiare melanzane a dicembre
appuntamenti in bottega
 

 
Un progetto: Tribal Textiles - Zambia

 

Tribal Textiles è una cooperativa tessile artigianale situata in Zambia nella regione rurale Mfuwe nel Parco Nazionale South Laungwa, una zona con pochissime opportunità di lavoro.

Creata nel 1991, produce prodotti tessili di puro cotone, dipinti interamente a mano con colori vivaci e brillanti. A sviluppare i disegni tradizionali e contemporanei sono artisti locali. L’ispirazione viene dall’arte africana tribale ed indigena, i paesaggi delle loro terre, gli animali che popolano l’Africa ed un pizzico d’influenza indiana. Ogni oggetto è un pezzo unico, con una sua storia ed il suo carattere.

Il processo di lavoro inizia con il taglio, la cucitura e orlatura delle pezze di puro cotone.

I disegni fatti a mano, diversi l’uno dall’altro, sono tracciati con un impasto a base di amido. Quindi i tessuti vengono messi al sole per seccare l’amido e solo in seguito vengono dipinti con tutta una gamma di colori vivaci e brillanti.

Il successivo processo di cottura, in uno speciale forno, fissa i colori sul tessuto e li rende lavabili [lavaggio delicati! NdA]. Dopo la cottura i tessuti vengono lavati e fatti asciugare al sole.

Solo a questo punto i disegni fatti con l’amido vengono tolti con attenzione per svelare i disegni vivaci.

Con parte dei proventi delle vendite la Tribal Textiles contribuisce al mantenimento ed ampliamento dell’unica scuola locale creata recentemente, che oggi permette ad oltre 150 bambini di studiare, senza dover percorrere 6 km a piedi; per molti rappresenta la prima opportunità di studiare.

Attualmente dopo faticosi lavori, la scuola possiede una grande aula arieggiata, con banchi e sedie per 45 bambini, che prima sedevano in terra, una stanza per gli insegnanti ed un magazzino. Con i prossimi fondi vorrebbero costruire i bagni, una casa per gli insegnanti, portare l’acqua corrente.

Info   www.africantribalcrafts.com

 


 

cos'è: Gruppo di Acquisto Solidale

I gas sono esperienze di acquisto collettivo da parte di gruppi di famiglie, orientate secondo criteri precisi di solidarietà.

I gas hanno, quindi, come finalità l’acquisto di beni e servizi per la realizzazione di una concezione più umana dell’economia, cioè più vicina alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente, formulando un’etica del consumare in modo critico che unisce le persone invece di dividerle.

I criteri su cui si basano i gas, nella scelta dei prodotti, sono la scelta di prodotti locali a vantaggio di una maggiore freschezza e di un minore impatto ambientale, di prodotti biologici, ecologici, del commercio equo, la preferenza nell’acquistare presso i piccoli produttori, spesso esclusi dai canali della grande distribuzione, cooperative sociali, botteghe del mondo o enti non profit e l’attenzione alla dignità del lavoro.

L’acquisto in gruppo oltre a favorire il risparmio delle famiglie, data l’elevata quantità, favorisce lo scambio di idee, la circolazione delle informazioni sui prodotti e sui produttori, la definizione dei criteri con lo scopo di ridurre e riorientare i consumi e di rappresentare un’alternativa economica praticabile.

a cura del CoCs - Comitato Cambia Lo Sponsor www.romanordestsocialforum.org/cocs/home.htm

Info www.retegas.it  


 un libro: Io sono un nuba di R.S. Kizito

Io sono un nuba

Di Renato Kizito Sesana

ed.Sperling &Kupfer

"Come cristiano, non mi viene chiesto di schierarmi con i giusti e con i retti: sto dalla parte dei paria, dei peccatori, sono uno di loro."
Un missionario bianco in una terra dimenticata. È Kizito, padre comboniano che da anni vive in Africa, dove ha conosciuto la tragedia dei nuba del Sudan, una popolazione vittima di un genocidio di cui nessuno parla. Qui Kizito ne racconta la storia e denuncia il silenzio dei media internazionali, a cui il dramma di questo popolo fiero non interessa. Immortalati negli anni Settanta dalle celebri fotografie di Leni Riefenstahl, i nuba, durante vent'anni di guerra civile, hanno rischiato di scomparire sotto l'azione violenta del governo di Khartoum. Ma, come ripete Kizito, i nuba sono un mito che si rifiuta di morire. Guidati da un leader carismatico come Yousif Kuwa e armati di pochi kalashnikov e molta dignità, hanno combattuto per riconquistare il «diritto di essere se stessi». L'amicizia fra il padre comboniano innamorato dell'Africa e il popolo in lotta è iniziata nel 1995, quando il missionario è penetrato nel cuore del Sudan con un volo clandestino, rompendo un isolamento durato anni. Da allora Kizito ha sfidato in più occasioni la guerra in corso per visitare i villaggi, ricostruire le scuole e contribuire così alla rinascita dell'identità di quel popolo. È ancora presto per dire se i nuba ce l'hanno fatta. Ciò che è certo è che la loro storia racconta in modo esemplare la ricchezza e le contraddizioni di un continente inquieto e lancia una sfida alla nostra indifferenza. «Ci accorgeremo», afferma Kizito, «che abbiamo molto in comune, che insieme stiamo vivendo la straordinaria avventura di essere uomini. E potremo dire anche noi: Io sono un nuba


  
una ricetta: Deguè - dolce del Senegal

 Ingredienti per 8 persone:

400 gr di cous cous precotto
500 gr di yogurt naturale
200 gr di zucchero
200 gr di panna fresca
250 dl di latte parzialmente scremato

- Cuocete il cous cous
- Montate la panna a neve. (Un trucco la panna e tutto ciò che vi serve per montarla devono essere molto freddi)
- Unite delicatamente alla panna il latte e lo yogurt.
- Unite con lo zucchero e girate con delicatezza
- Aggiungete il cous cous cotto
- Tenete in frigo per mezza giornata
- Servite fresco per merenda

S
i potrebbe provare a fare delle varianti aggiungendo pezzetti di cioccolato fondente, o pistacchi in pezzi… fateci sapere la vostra variante.  


 

  per non mangiare melanzane a dicembre ! 

   

   A maggio trovate di stagione:

verdure
asparagi, barbabietole, bietole, broccoli, carote, cavolfiori, cavoli verza, cavoli cappuccio, cicorie e cicorini, cipolle, coste, crescione, erbette, fagioli, fagiolini, finocchi, fave, indivie, lattughe e lattughini, patate, piselli, pomodori, porri, rape, rapanelli, sedano, spinaci taccole e valerianella.

erbe selvatiche
borragine, crescione, malva, ortica, tarassaco

frutta
arance, banane, ciliegie, fragole, nespole


appuntamenti in bottega

 

21 maggio ore 23.45

assemblea ordinaria 

prima convocazione

appuntamento presso la sede sociale

22 maggio ore 13.00
assemblea ordinaria
seconda convocazione
appuntamento Via di Bravetta 636

23 - 28 maggio
mostra fotografica
“Io non sono cindele”
foto dall’Africa in Bottega

24 maggio ore 17.30
attività per bambini dai 3 anni in su
Favole in Bottega
Lettura di favole africane in Bottega

29 maggio
Partecipiamo alla seconda edizione di

Roma XVI Africa

Mercatino artigianale delle associazioni e scuole con progetti in Africa, maratonine non competitive, animazione per bimbi, musica e tanto altro tutto a favore dell'Africa

Dalle 10 alle 19.30
Villa Pamphilj
Entrata Largo Porta San Pancrazio10


Info      http://roma16perafrica.splinder.com 
        
   roma16perafrica@yahoo.it

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mercoledì, 13 aprile 2005
 

 equaMente        Reboc
presentano 
  
mercoledì 20 Aprile

 Colombia:

guerra al terrorismo, situazione dei diritti umani e  

 ruolo delle multinazionali 

     

     La Colombia è nota come una delle democrazie più stabili dell'America Latina. Ha una tradizione di governi civili interrotta solo brevemente da una dittatura militare negli anni '50. Ma dietro questa facciata di stabilità e di democrazia la Colombia sta vivendo da circa 40 anni un conflitto armato interno, una vera e propria guerra civile, caratterizzata da una sistematica e generalizzata violazione dei diritti umani a danno della popolazione civile, dei difensori dei diritti umani, degli attivisti per la pace e dei sindacalisti.

In particolare la repressione militare e paramilitare colpisce le zone strategiche per la presenza di risorse minerarie o per l’esistenza di mega-progetti, dove la strategia del ‘desplazamiento’ è direttamente funzionale agli interessi di potenti multinazionali.

     Tra queste multinazionali anche The Coca-Cola Company, contro cui i lavoratori colombiani hanno lanciato una campagna internazionale di boicottaggio per crimini contro l’umanità: una Commissione di inchiesta indipendente partita dagli Stati Uniti a Gennaio del 2004 ha rilevato 179 gravi violazioni dei diritti umani, compiute per mezzo dei paramilitari e volte ad annientare la presenza del Sindacato negli impianti di imbottigliamento della bevanda più diffusa al mondo.

      Su tutta questa situazione vi daremo informazioni e porteremo testimonianze dirette, anche con l’aiuto della MOSTRA FOTOGRAFICA “Colombia, il volto della resistenza” di O. Pacencia e del VIDEO “Colombia” girato nell’estate del 2004.

 

Interverranno

 

   REBOC Rete Boicottaggio Coca-Cola

Pietro Luppi giornalista di Radio Città Aperta

> ore 21.00

     Parrocchia della Trasfigurazione 

     Sala Giovanni XXIII

     Via Palasciano snc

Se volete approfondire:

Rapporto Amnesty International 2003 - http://www.amnesty.it/pubblicazioni/rapporto2003/223.php3

Associazione Nuova Colombia -  http://www.nuovacolombia.net/

 

Campagna di boicottaggio della Coca-Cola – http://www.nococacola.info

 Colombia Human Rights Network - http://colhrnet.igc.org/

Carovana per la vita dei lavoratori colombiani - http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/carovana.html  

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mercoledì, 06 aprile 2005
 


altre idee .... Aprile 2005

 

in questo numero:

un progetto : Piel Acida - Colombia

perché: Perché la Coca-Cola è boicottata?

un sito: www.nococacola.info

un libro: Le guerre dell'acqua di V. Shiva

una ricetta: Pennette ai carciofi

per non mangiare melanzane a dicembre

appuntamenti in bottega

informazioni

 

Un progetto: Piel Acida - Colombia
Piel Acida è un piccolo laboratorio artigianale nato a Bogotà nel 1989 da un'idea decisamente innovativa: produrre articoli da regalo artigianali riciclando le bucce di arancia scartate dalle venditrici di succo di arancia che a decine si trovano agli angoli delle strade della città. In tal modo si rende produttivo quello che era uno scarto e al contempo queste donne si trovano ad avere un reddito aggiuntivo

Il laboratorio impiega una ventina di persone tra produzione ed amministrazione, quasi tutte donne, molte delle quali sono state abbandonate, violentate o “desplazadas”.

Tutti i lavoratori hanno salari fissi, che non scendono mai sotto il minimo legale ( 140 al mese) ma che crescono in funzione delle capacità e della produttività, assicurazione sanitaria a norma di legge, ferie pagate, tredicesima e alcuni benefici per i figli.

La formazione e l'aggiornamento hanno luogo ogni tre settimane nel laboratorio stesso.

L'orario di lavoro è di 8 ore al giorno per un totale di 44 alla settimana (per legge l'orario settimanale è di 48 ore)

Il laboratorio è mantenuto secondo criteri di pulizia sicurezza e salubrità, ai lavoratori viene fornito il materiale di sicurezza e l'abbigliamento appropriato.

L'aroma di arancio che sprigiona dai manufatti è totalmente naturale, in parte dovuto all'aroma di questa varietà di arance colombiane ed in parte all'accuratezza del processo di essiccazione. Piel Acida garantisce che l'aroma continuerà a sprigionarsi per 9 - 12 mesi e che in seguito, sfregando la buccia con un oggetto ruvido, essa tornerà a profumare.

In Italia i prodotti di Piel Acida sono importati dalla centrale Altraqualità di Ferrara e li potete trovare in bottega.

Info      www.altraq.it


 perché: Perché la Coca-Cola è boicottata

La Coca-Cola Company  è boicottata a livello internazionale perché sta violando diritti umani fondamentali quali: quello alla vita, alla libertà, all’accesso alle fonti naturali come l’acqua.

In Colombia, “The Coca-Cola Company” è accusata di avvalersi della complicità dei governi locali e degli squadroni della morte paramilitari, per portare avanti la sua politica economica; ed è accusata di essere la mandante dell'assassinio di  8 sindacalisti e di 4 loro familiari, oltre ad innumerevoli sequestri e torture, tra cui due ragazzi di 15 anni, trasferimenti forzati, false denunce e intimidazioni nei confronti dei lavoratori e dei loro familiari al fine di annientare il sindacato indipendente del settore agroalimentare Sinaltrainal, e di perseguire più facilmente una politica di sfruttamento della manodopera. In questa nazione un operaio sindacalizzato prende 300 euro al mese, uno interinale (oggi il 90% dei lavoratori The Coca-Cola Company in Colombia) solo 80 euro, al di sotto del salario legale minimo, senza tutele sindacali e lavorando anche per 12 ore.

Le organizzazioni sociali, politiche, sindacali, cattoliche, che operano in difesa dei diritti umani e quelle indigene, denunciano un vero e proprio genocidio fatto di miglia di morti all’anno. In Colombia muoiono lo 80% dei sindacalisti a livello mondiale.

In questa situazione l'unica possibilità di sopravvivenza e di tutela per i lavoratori colombiani è la solidarietà internazionale di altri lavoratori e dei consumatori, che non acquistando più prodotti di The Coca-Cola Company, possono mandare un chiaro messaggio alla multinazionale. In Italia si occupa del boicottaggio, della diffusione delle informazioni e della raccolta firme a favore dei lavoratori colombiani la Rete Boicottaggio Coca-Cola – REBOC

Info      www.nococacola.info  


un sito: www.nococacola.info

 

Questo sito è gestito dalla Rete Boicottaggio Coca-Cola.

Il suo intento: diffondere quante più informazioni possibili sul boicottaggio internazionale della Coca-Cola.

Al suo interno troverete: materiali d’informazione, come il dossier sulla situazione in Colombia, la scheda riassuntiva sul boicottaggio  ed il modulo necessario per la raccolta delle firme; documenti ufficiali tra cui il Rapporto della Commissione d’Inchiesta Usa, le informazioni relative alla situazione in India, la rassegna stampa, i link, d’approfondimento, a siti internazionali.

Tutto questo per capire che si tratta di un boicottaggio non ideologico, ma basato su fatti gravissimi ed incontestabili.

Info      www.nococacola.info


 un libro: Le guerre dell'acqua di V. Shiva

Le guerre dell’acqua  

di Vandana Shiva

ed Feltrinelli

collana Universale Economica - Saggi

Nel 1995 il vicepresidente della Banca mondiale espresse una previsione inquietante: "Se le guerre di questo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del secolo prossimo avranno come oggetto del contendere l'acqua". Molti segni fanno pensare che avesse ragione.

Le prime pagine di questo libro parlano di acqua insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana e Stati Uniti. Le guerre dell'acqua non sono una prospettiva lontana nel futuro. Il conflitto è già in corso, anche se non è sempre visibile. Molti conflitti politici di questo tipo sono infatti celati o repressi: chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre dell'acqua travestendole da conflitti etnici e religiosi.

Sempre di Vandana Shiva trovate un suo  bellissimo articolo, relativo al problema dell'acqua rispetto alle azioni di The Coca-Cola Company, apparso su                 Le Monde Diplomatique di marzo 2005 alla pagina http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/news/2005_03_14_la_monde_diplomatique.html


 

 una ricetta: Pennette ai carciofi

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di pennette             olio d’oliva q.b.

3 carciofi                          vino bianco q.b.

70 gr di pancetta               pecorino q.b

½ cipolla circa                        sale e pepe q.b.  

 

Tritare la cipolla, tagliare a cubetti la pancetta, tagliare a fettine sottili i carciofi e lasciarli in acqua acidulata con limone per non farli annerire. In una larga padella far imbiondire il trito di cipolla nell’olio, unire la pancetta e far rosolare.

Unire quindi i carciofi, ben sgocciolati dall’acqua, salare e sfumare con il vino. Se necessario bagnare il tutto con poca acqua e lasciare cuocere coperto. Quando i carciofi saranno teneri far addensare il sugo. Cuocete le penne al dente e quindi versatele nella padella con il sugo. Fate mantecare a fuoco moderato, mescolando velocemente finché giungano a perfetta cottura. Aggiungete pecorino e pepe grattati freschi e servite.

 

 

 

Noi abbiamo fatto questa ricetta anche con carciofi interi cotti in precedenza, riducendo i gambi in crema con il frullatore e tagliando sottilmente il resto del carciofo. 

La ricetta era comunque gustosa e più veloce!


per non mangiare melanzane a dicembre !

Questa la frutta e verdura di stagione ad aprile:

verdure

asparagi, barba di frate, broccoli, carciofi, carote, cavolfiori, cavoli verza, cavoli cappuccio, cicorie e cicorini, cime di rapa, cipollotti, cipolle, coste, finocchi, indivie, lattughe e lattughini, patate novelle, porri, radicchi e ravanelli, rape, rucola, sedano, spinaci e valerianella.

frutta

arance, banane, fragole, limoni e pompelmi


appuntamenti in bottega

per tutto il mese

 continua la nostra campagna di sensibilizzazione al diritto all’acquaIn bottega per tutto il mese troverete vario materiale informativo

continua la campagna “Botteghe per il Boicottaggio” a favore del boicottaggio della Coca-Cola. In bottega potrete sottoscrivere la raccolta firme, troverete il materiale informativo le  t-shirt per la raccolta fondi.

 In occasione di questa campagna:

 data da stabilire

mostra fotografica “Colombia: il volto della resistenza”di Oscar Paciencia; in bottega 

 

 

 

20 aprile

equaMente in collaborazione con Reboc

presenta la conferenza divulgativa: 

“Colombia: guerra al terrorismo, situazione dei diritti umani e ruolo delle multinazionali”

ore 21

sede e partecipanti da stabilire

per informazioni potete chiedere in bottega, oppure telefonare in bottega 065828707, o scrivere a bottegaequamente@libero.it

anticipazioni maggio:

 

parteciperemo a Roma XVI x Africa, con una mostra fotografica, materiale informativo e manufatti d’artigianato africano.


 

 informazioni

Da questo mese in bottega troverete la pasta di semola di grano duro Libera Terra.

La pasta è prodotta con il grano proveniente dai terreni confiscati alla mafia e con quello conferito dagli agricoltori siciliani che sostengono il progetto della Cooperativa Palcido Rizzotto – Terra Libera.

Lavorata artigianalmente, la pasta viene essiccata lentamente a 40° per ben 40 ore

Troverete i formati: penne, maccheroni e spaghetti

 In bottega ogni mese trovate la rivista Altreconomia www.altreconomia.it

 

 

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martedì, 07 settembre 2004
 

Appello del Comitato Fermiamo la guerra e di Un Ponte per per laliberazione di Simona Pari e Simona Torretta

Noi, movimento italiano per la pace, fratelli e sorelle di Simona Pari e di Simona Torretta, operatrici di pace in Iraq, chiediamo alle persone che le detengono insieme ai due operatori iracheni, Ra'ad Alì Abdul-Aziz e Mahnaz Bassam, di liberarli subito. Vi chiediamo di considerare quanto danno state provocando alla causa della pace e a quella del popolo iracheno.

Come ha scritto l'Unione delle comunità islamiche in Italia, "testimoniate coscienza di un debito di riconoscenza nei confronti di coloro che hanno condiviso la sofferenza del popolo iracheno negli anni dell'embargo, che sono rimasti nel paese quando dal cielo piovevano le bombe, che non l'hanno abbandonato neanche in questi mesi orribili di confusione e violenza".

Vi chiediamo di non spezzare il filo di solidarietà che, nonostante e contro l'embargo prima e la guerra poi, nonostante e contro le scelte del nostro governo, persone come le nostre sorelle hanno mantenuto tenacemente e coraggiosamente, ad esempio rifornendo di acqua la popolazione assediata di Falluja e Najaf.

"Un ponte per", la loro Ong, insieme a centinaia di organizzazioni sociali e politiche del nostro paese, ha organizzato gigantesche manifestazioni a favore della pace e per il ritiro delle truppe straniere dall'Iraq, e ha cercato di non abbandonare gli iracheni all'arbitrio dell'occupazione militare.

In nome di questa lotta e della verità, vi scongiuriamo: liberateli subito.

Al popolo iracheno e a tutti gli amanti della pace nel mondo, e in Italia, chiediamo di aiutarci nel tentativo di salvare la vita di Simona Pari, di Simona Torretta, di Ra'ad Alì Abdul-Aziz, di Mahnaz Bassam. Erano a Baghdad a nome di tutti noi. Nella loro prigione siamo anche noi, oggi.

La loro liberazione sarebbe uno spiraglio di luce nel buio della violenza. Ancora in queste ore, in molte città irachene, la guerra miete vittime innocenti. Perciò continuiamo a chiedere con fermezza che tacciano le armi, che termini l'occupazione.

Ogni forma di mobilitazione, di pressione, gli appelli e le fiaccolate, i messaggi ai rispettivi governi sono i mezzi di cui disponiamo, noi popolo della pace. Usiamoli tutti, adesso.

Al movimento italiano chiediamo di scendere in piazza, in ogni città, da subito, con i colori dell'arcobaleno e nel nome delle nostre sorelle e dei nostri fratelli sequestrati in Iraq.

Il Comitato italiano Fermiamo la guerra, organizzatore delle marce del 15 febbraio 2003 e del 20 marzo 2004

Un ponte per Baghdad

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info-unponteper mailing list

per cancellarsi/modificare la propria iscrizione http://www.unimondo.org/mailman/listinfo/info-unponteper

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