altre idee .... Aprile 2005
in questo numero:
un progetto : Piel Acida - Colombia
perché: Perché la Coca-Cola è boicottata?
un sito: www.nococacola.info
un libro: Le guerre dell'acqua di V. Shiva
una ricetta: Pennette ai carciofi
per non mangiare melanzane a dicembre
appuntamenti in bottega
informazioni
Il laboratorio impiega una ventina di persone tra produzione ed amministrazione, quasi tutte donne, molte delle quali sono state abbandonate, violentate o “desplazadas”.
Tutti i lavoratori hanno salari fissi, che non scendono mai sotto il minimo legale ( 140 al mese) ma che crescono in funzione delle capacità e della produttività, assicurazione sanitaria a norma di legge, ferie pagate, tredicesima e alcuni benefici per i figli.
La formazione e l'aggiornamento hanno luogo ogni tre settimane nel laboratorio stesso.
L'orario di lavoro è di 8 ore al giorno per un totale di 44 alla settimana (per legge l'orario settimanale è di 48 ore)
Il laboratorio è mantenuto secondo criteri di pulizia sicurezza e salubrità, ai lavoratori viene fornito il materiale di sicurezza e l'abbigliamento appropriato.
L'aroma di arancio che sprigiona dai manufatti è totalmente naturale, in parte dovuto all'aroma di questa varietà di arance colombiane ed in parte all'accuratezza del processo di essiccazione. Piel Acida garantisce che l'aroma continuerà a sprigionarsi per 9 - 12 mesi e che in seguito, sfregando la buccia con un oggetto ruvido, essa tornerà a profumare.
In Italia i prodotti di Piel Acida sono importati dalla centrale Altraqualità di Ferrara e li potete trovare in bottega.
Info www.altraq.it
perché: Perché
La Coca-Cola Company è boicottata a livello internazionale perché sta violando diritti umani fondamentali quali: quello alla vita, alla libertà, all’accesso alle fonti naturali come l’acqua.
In Colombia, “The Coca-Cola Company” è accusata di avvalersi della complicità dei governi locali e degli squadroni della morte paramilitari, per portare avanti la sua politica economica; ed è accusata di essere la mandante dell'assassinio di 8 sindacalisti e di 4 loro familiari, oltre ad innumerevoli sequestri e torture, tra cui due ragazzi di 15 anni, trasferimenti forzati, false denunce e intimidazioni nei confronti dei lavoratori e dei loro familiari al fine di annientare il sindacato indipendente del settore agroalimentare Sinaltrainal, e di perseguire più facilmente una politica di sfruttamento della manodopera. In questa nazione un operaio sindacalizzato prende 300 euro al mese, uno interinale (oggi il 90% dei lavoratori The Coca-Cola Company in Colombia) solo 80 euro, al di sotto del salario legale minimo, senza tutele sindacali e lavorando anche per 12 ore.
Le organizzazioni sociali, politiche, sindacali, cattoliche, che operano in difesa dei diritti umani e quelle indigene, denunciano un vero e proprio genocidio fatto di miglia di morti all’anno. In Colombia muoiono lo 80% dei sindacalisti a livello mondiale.
In questa situazione l'unica possibilità di sopravvivenza e di tutela per i lavoratori colombiani è la solidarietà internazionale di altri lavoratori e dei consumatori, che non acquistando più prodotti di The Coca-Cola Company, possono mandare un chiaro messaggio alla multinazionale. In Italia si occupa del boicottaggio, della diffusione delle informazioni e della raccolta firme a favore dei lavoratori colombiani
Info www.nococacola.info
Questo sito è gestito dalla Rete Boicottaggio Coca-Cola.
Il suo intento: diffondere quante più informazioni possibili sul boicottaggio internazionale della Coca-Cola.
Al suo interno troverete: materiali d’informazione, come il dossier sulla situazione in Colombia, la scheda riassuntiva sul boicottaggio ed il modulo necessario per la raccolta delle firme; documenti ufficiali tra cui il Rapporto della Commissione d’Inchiesta Usa, le informazioni relative alla situazione in India, la rassegna stampa, i link, d’approfondimento, a siti internazionali.
Tutto questo per capire che si tratta di un boicottaggio non ideologico, ma basato su fatti gravissimi ed incontestabili.
Info www.nococacola.info
un libro: Le guerre dell'acqua di V. Shiva
Le guerre dell’acqua
di Vandana Shiva
ed Feltrinelli
collana Universale Economica - Saggi
Nel 1995 il vicepresidente della Banca mondiale espresse una previsione inquietante: "Se le guerre di questo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del secolo prossimo avranno come oggetto del contendere l'acqua". Molti segni fanno pensare che avesse ragione.
Le prime pagine di questo libro parlano di acqua insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana e Stati Uniti. Le guerre dell'acqua non sono una prospettiva lontana nel futuro. Il conflitto è già in corso, anche se non è sempre visibile. Molti conflitti politici di questo tipo sono infatti celati o repressi: chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre dell'acqua travestendole da conflitti etnici e religiosi.
Sempre di Vandana Shiva trovate un suo bellissimo articolo, relativo al problema dell'acqua rispetto alle azioni di The Coca-Cola Company, apparso su Le Monde Diplomatique di marzo 2005 alla pagina http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/news/2005_03_14_la_monde_diplomatique.html
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di pennette olio d’oliva q.b.
3 carciofi vino bianco q.b. 70 gr di pancetta pecorino q.b
½ cipolla circa sale e pepe q.b. Tritare la cipolla, tagliare a cubetti la pancetta, tagliare a fettine sottili i carciofi e lasciarli in acqua acidulata con limone per non farli annerire. In una larga padella far imbiondire il trito di cipolla nell’olio, unire la pancetta e far rosolare.
Unire quindi i carciofi, ben sgocciolati dall’acqua, salare e sfumare con il vino. Se necessario bagnare il tutto con poca acqua e lasciare cuocere coperto. Quando i carciofi saranno teneri far addensare il sugo. Cuocete le penne al dente e quindi versatele nella padella con il sugo. Fate mantecare a fuoco moderato, mescolando velocemente finché giungano a perfetta cottura. Aggiungete pecorino e pepe grattati freschi e servite.
Noi abbiamo fatto questa ricetta anche con carciofi interi cotti in precedenza, riducendo i gambi in crema con il frullatore e tagliando sottilmente il resto del carciofo.
La ricetta era comunque gustosa e più veloce!
per non mangiare melanzane a dicembre !
Questa la frutta e verdura di stagione ad aprile:
verdure
asparagi, barba di frate, broccoli, carciofi, carote, cavolfiori, cavoli verza, cavoli cappuccio, cicorie e cicorini, cime di rapa, cipollotti, cipolle, coste, finocchi, indivie, lattughe e lattughini, patate novelle, porri, radicchi e ravanelli, rape, rucola, sedano, spinaci e valerianella.
frutta
arance, banane, fragole, limoni e pompelmi
per tutto il mese
continua la nostra campagna di sensibilizzazione al diritto all’acqua. In bottega per tutto il mese troverete vario materiale informativo continua la campagna “Botteghe per il Boicottaggio” a favore del boicottaggio della Coca-Cola. In bottega potrete sottoscrivere la raccolta firme, troverete il materiale informativo le t-shirt per la raccolta fondi.
In occasione di questa campagna: data da stabilire mostra fotografica “Colombia: il volto della resistenza”di Oscar Paciencia; in bottega
20 aprile
equaMente in collaborazione con Reboc
presenta la conferenza divulgativa: “Colombia: guerra al terrorismo, situazione dei diritti umani e ruolo delle multinazionali”
ore 21
sede e partecipanti da stabilire
per informazioni potete chiedere in bottega, oppure telefonare in bottega 065828707, o scrivere a bottegaequamente@libero.it
anticipazioni maggio:
parteciperemo a Roma XVI x Africa, con una mostra fotografica, materiale informativo e manufatti d’artigianato africano.
informazioni
Da questo mese in bottega troverete la pasta di semola di grano duro Libera Terra.
La pasta è prodotta con il grano proveniente dai terreni confiscati alla mafia e con quello conferito dagli agricoltori siciliani che sostengono il progetto della Cooperativa Palcido Rizzotto – Terra Libera.
Lavorata artigianalmente, la pasta viene essiccata lentamente a 40° per ben 40 ore
Troverete i formati: penne, maccheroni e spaghetti
In bottega ogni mese trovate la rivista Altreconomia www.altreconomia.it